Eric ed Esther sono una coppia vera, anche se voi non siete loro “amici” in senso proprio. Vi faranno sentire a casa, in un luogo accogliente e di classe. Rilassatevi, si occuperanno di tutto.
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Christine Salvadé
Sabato 27 novembre 2004
Finalmente ha nevicato ! Ok, solo un pochino sul passo di Chavanette, ma è sufficiente per pensare all’inverno, ai nasi infreddoliti e alle merende che tirano su. Se tutto va bene, la stagione a Champéry comincia l’11 dicembre. Come in molte altre stazioni sciistiche delle Alpi, è già troppo tardi per prenotare uno chalet per Natale o per la settimana di febbraio...peccato, ma bisognava pensarci qualche mese fa.
Resta l’hotel. O allora...qualcos’altro...una cosa a metà tra casa propria e la camera d’albergo a quattro stelle. Lo Chalet de Champéry, una solida dimora con balconi fioriti nel centro del paesino di val d’Illiez, dal gennaio scorso mette in pratica un nuovo concetto di ospitalità : quello di un soggiorno “come a casa vostra”, ma senza il bucato, le pulizie da fare e i piatti da lavare. Ovvero, almeno in teoria, meglio che a casa vostra ! È la prima volta che un concetto di questo tipo viene portato avanti in Svizzera. Tutto è fatto per farvi sentire come se foste in visita da amici. Non c’è reception, basta suonare il campanello. Esther ed Eric sono la “coppia di ospiti” che accolgono i clienti. Clienti ? Qui diciamo “amici”, e dopo solo qualche ora già ci si scambia baci sulle guance. Al vostro arrivo, Esther ed Eric (una coppia per davvero !) vi danno il benvenuto offrendovi vin brulé e vi fanno visitare lo chalet invitantovi a fare come a casa vostra. La camere sono molto carine, rustiche e accoglienti come nei numeri di dicembre delle riviste di arredamento... Le chiavi non hanno numeri incisi sopra, ma nomi dall’aria di montagna. Ai piedi del letto non c’è la televisione e nemmeno il minibar. La zona notte si trova ai piani superiori, mentre al pianterreno, in salotto, il tempo libero scorre piacevolmente tra amici e giochi a carte, a backgammon o a Pictionnary, o nella sala Beaufortin dove si organizzano serata Karaoke o cinema (il concetto di questo luogo è francese come francese è anche la maggior parte della clientela). Niente barman : allo Chalet de Champéry, gli ospiti, anzi, gli amici, vanno dietro il bancone e si servono da soli quello che vogliono.
Nessuna preoccupazione, nel forfait (caro, questo è vero), è tutto compreso : skipass, istruttori, attività per quelli che non sciano (slitta, passeggiate con racchette da neve, bagni a Val d’Illiez o a Lavey-les-Bains), “tate” e animatori (detti “incantatori”) per i bambini, pensione completa (cucina molto curata, golosa e piena di gusto, fonduta e raclette su richiesta), vino durante i pasti, aperitivi, digestivi, caffè, tè, merenda al rientro dalle piste, fitness, bagno turco, solarium. L’unica cosa esclusa dal forfait è l’affitto del materiale da sci.
Per il pranzo mancava però un ristorante sulle piste. Un difetto a cui si è posto rimedio quest’anno : gli sciatori potranno finalmente pranzare all’alpeggio “Les Marmottes” a 1600 metri di altitudine (ex “Chez Hermann”). Vincent, il cuoco, ha spazzato la neve dal vialetto e si è sistemato nello chalet in questi giorni. Non appena apriranno le piste, Vincent si occuperà dei bambini servendogli un pranzo adatto alla loro fame e accompagnandoli nell’angolo a loro riservato per giocare o fare il riposino, mentre i genitori si concederanno una vera pausa riposante servendosi una zuppa al bar o mettendosi a tavola per degustare il delizioso menù.
Più accogliente di un hotel, meno spartano di un’affittacamere, lo Chalet de Champéry fa parte delle “maisons de Katy et Jacques”, un gruppo di case vacanza basato su un concetto sviluppato dal francese Jacques Horovitz, professore alla business school IMD ed esperto nella qualità del ricevimento clienti. Otto anni fa, Jacques Horovitz fondava Châteauform’ per le aziende che vogliono organizzare seminari in luoghi belli e accoglienti senza doversi occupare di dettagli pratici, e ha aperto una decina di castelli nella regione di Parigi come luoghi di riflessione e relax. Per tutti questi luoghi la parola d’ordine è convivialità : le strutture sono gestite da una coppia di ospiti, come Esther e Eric.Lo Chalet di Champéry, prima dimora Châteauform’ in montagna, ospita seminari tutto l’anno. È per soddisfare le richieste di molti partecipanti che il gruppo ha deciso di aprire alcuni di questi luoghi anche ai privati. “Les maisons de Katy et Jacques” (Jacques Horovitz e sua moglie Katy, che ha arredato e decorato le strutture) saranno presto tre : Bordeaux, Mas Sant Joan in Spagna, e Champéry, che per il momento è l’unica struttura aperta ai privati durante la stagione invernale.
Naturalmente bisogna amare le vacanze in gruppo. Ma per quanto si rispettino le distanze, lo Chalet de Champéry offre ciò che spesso manca altrove : l’accoglienza calorosa e un servizio competente. A Eric piace l’animazione di gruppi. A Esther piace ricevere e dice che non risente del fatto di non poter mescolare la sua famiglia (la coppia ha due figli) a quella degli ospiti. In quanto ad accoglienza degli ospiti, Edith ha avuto un buon professore. Jacques Horovitz le ha insegnato che bisogna dare senza aspettarsi niente in cambio. Un giorno le ha chiesto : “Cosa faresti se ti accorgessi che un cliente se ne sta andando con un accappatoio della maison nella valigia ?”. Esther ha risposto che gli avrebbe chiesto con discrezione di restituirlo. Il professore ha scosso la testa : “E invece no : lo lasci andar via senza dir nulla e poi gli spedisci per posta un altro accappatoio per sua moglie”.
http://www.lesmaisonsdekatyetjacques.com/wwwlmkj/index.php