Seminari e riunioni, come a casa vostra ChateauForm

Rassegna stampa

La formula “Come a casa vostra” concettualizzata con
Numero speciale Paris le-de-France - Bedouk Magazine

Au cours de ces dernieres années, le groupe Châteauform’ s’est fait discrètement mais sûrement une place de choix dans l’univers des séminaires. Selon un principe simple mettant l’accent sur la convivialité, le groupe - qui privilégie une grande proximité et une adaptabilité des services - connaît un succès croissant auprès des organisateurs d’événements. L’équipe de chaque établissement est ainsi totalement dédiée aux événements reçus afin que tous les participants bénéficient d’un contexte propice au travail, sans pour autant négliger les moments de détente. Aujourd’hui, ce sont 11 châteaux (Nointel, Romainville, Crécy-la-Chapelle, Fief des Epoisses, etc.), dont la capacité d’accueil n’excède pas les 90 chambres, que Châteauform’ propose pour les séminaires et autres manifestations d’entreprise. L’ensemble des sites bénéficie d’un équipement technique haut de gamme et totalement adapté pour les séminaires de direction et formation.

A riprova del crescente successo di questo concetto, Châteauform’ annuncia l’apertura di tre nuove strutture al di fuori della regione di Parigi. Si tratta del castello di Suduiraut nella regione di Bordeaux, dello Chalet de Champéry nel cantone svizzero del Valais e il Mas Sant Joan a nord di Barcellona.


 
Jacques Horovitz, fondatore e presidente del comitato direttivo di Châteauform’
Numero speciale Bedouk Magazine - Dicembre 2004 - Gennaio 2005
“Com’è un luogo completamente dedicato ai seminari ?” Questa domanda Jacques Horovitz se l’è posta molte volte nel corso dei lunghi anni in cui nel quadro della sua attività professionale si è trovato a dover organizzare riunioni aziendali all’interno di hotel.

Prefessore di gestione all’ESSEC e all’École Supérieure de Commerce di Parigi per circa dieci anni, lascia l’insegnamento per trasferirsi negli Stati Uniti. Dall’altro lato dell’Atlantico, scopre e fa suo un concetto fondamentale in materia di marketing : la qualità dei servizi. Al servizio marketing del Club Med prima, presso il comitato esecutivo di Disney poi e infine alla direzione generale di GrandVision, Jacques Horovitz fa della soddisfazione del cliente e della qualità dei servizi il proprio cavallo di battaglia. “Tutto nasce da qui, da questa esigenza di qualità, del savoir-faire nell’esecuzione dei nostri compiti per esempio, che sono simboli forti ed emblematici di ciò che diamo ai nostri clienti”, dice Jacques con convinzione.

Jacques Horovitz, anima da imprenditore, mette in pratica queste teorie e, 8 anni fa, apre la proprietà di Neuville-Bosc, primo castello del gruppo Châteauform’. In società con un pugno di amici, sviluppa il concetto che assicurerà il successo del gruppo : proporre strutture completamente dedicate ai seminari nei quali i partecipanti si sentano come a casa loro. Due anni dopo l’apertura di Neuville-Bosc, apre le porte il castello di Nointel.

Oggi, l’insegna Châteauform’ riunisce una quindicina di luoghi perfettamente attrezzati, la maggior parte dei quali nella regione di Parigi, ma anche, da qualche tempo, nella regione di Bordeaux e all’estero (Spagna, Svizzera e ben presto Italia). “Cerchiamo sempre belle dimore, luoghi in cui si ha voglia di essere”. Non poniamo limiti al nostro sviluppo, ma non vogliamo nemmeno crescere troppo in fretta”. In effetti, l’importante è non perdere la propria anima”, precisa. L’anno prossimo apriremo lo Château de Rosay mentre il Domaine de Montcel, recentemente acquisito, subirà grandi lavori di ristrutturazione.

Cosa caratterizza una struttura Châteauform’ ? Uno stato d’animo, un’atmosfera e una convivialità creata da una coppia di ospiti che accoglie i partecipanti come a casa loro.

Jacques Horovitz si divide ormai tra la direzione di Châteauform’ e il suo ruolo di insegnante all’IMD di Losanna, un’importante business school.Da queste due attività trae un apporto costante e reciproco, basato sull’investimento nell’elemento umano. Un concetto estremamente importante nell’universo dei seminari...


 
E per le vostre vacanze in famiglia vi proponiamo “Les Maisons de Katy et Jacques”
 
Ci passeremmo un pomeriggio intero alle Marmottes.
Niente menù sulla porta, solo un biglietto di benvenuto e qualche paia di sci lascati contro la parete. Giusto il tempo di scrollare la neve dagli scarponi e di abituarsi al tepore dello chalet, e Melanie vi accompagna a uno dei bei tavoli di legno chiaro decorati con bicchieri da vino. Il soffitto è basso, la sala da pranzo piena come la cabina della funivia. I commensali si parlano da un tavolo all’altro come fossero a una festa in famiglia. Da sapere : lo chalet Les Marmottes (noto a Champéry con il nome di “Chez Hermann”) dall’estate scorsa è affittato dalla società Châteauform’ che a mezzogiorno lo utilizza come mensa per i suoi clienti che soggiornano allo Chalet di Champéry (LT del 27.12.2004). Ma state tranquilli, tutti gli sciatori godono dello stesso trattamento attento e premuroso. Basta solo prenotare. Melanie, che è anche decoratrice, ha conferito al luogo un piccolo tocco da museo alpino recuperando dall’ovile vecchi oggetti pieni di fascino. Il pavimento in pietra risuona sotto gli scarponi da sci. La cucina raffinata, l’angolo dei giochi per i bambini, l’atmosfera accogliente : tutto quel che ci vuole per farci passare il pomeriggio alle Marmottes ! Ma il cigolio dello skilift Ripaille, a due passi dallo chalet, ci richiama al nostro ruolo di sportivi...

I piatti : Vincent, il cuoco, ha una passione per le ricette della nonna. Quel giorno stava facendo cuocere un ossobuco con patate e zucchine saltate al cumino. Il coniglio alla senape è un’altra delle sue specialità. Il menù sta tutto su una (grande) lavagnetta : tre zuppe (di cipolle, di asparagi e di pomodori), tre antipasti a scelta (l’insalata di fagiolini verdi è accompagnata da cuori di carciofo e pomodorini secchi), tagliere di formaggi e dolci dopo i quali non ci si sente costretti a fare sport : crostata di albicocche tiepida, zuppa di mango e gelato ai mille aromi. Il conto non riserva mai sorprese : 12 FF per le zuppe a volontà ; 12 e 18 FF per gli antipasti, 18 FF per il piatto del giorno, 10 FF per i dolci o il tagliere di formaggi. Il menù costa 45 FF, la fonduta tradizionale 20 FF e la fonduta di pomodori 24 FF.

Le bevande : una trentina di “cru” in cantina, per la maggior parte provenienti da produttori svizzeri, serviti al bicchiere (5 FF) o in bottiglia. La brocca d’acqua di fonte è a disposizione dei commensali. La bottiglia d’acqua minerale da un litro costa 8 fr. 50. !

I bambini : grazie all’accoglienza riservata ai piccoli sciatori stanchi allo chalet Les Marmottes, i genitori possono godersi una pausa rigenerante. I bambini sono infatti serviti rapidamente e possono poi salire in mansarda per fare un sonnellino su comodi lettini, leggere i libri della biblioteca per ragazzi messa a loro disposizione, guardare la TV o giocare con i videogiochi. Melanie ha addirittura dovuto rifiutare la richiesta di una cliente che avrebbe voluto lasciare i suoi bambini allo chalet per potersi fare qualche pista in pace tra adulti.

Come arrivare : Les Marmottes (a un’altitudine di 1700 metri, tra gli skilift di Lechereuse e Ripaille, sotto Chavanette) è raggiungibile solo con gli sci. Prendere la funivia a Champéry e scendere lungo la pista blu fino a Ripaille. Prenotazione obbligatoria : 079/691 0700. Christine Salvade.
http://www.lesmaisonsdekatyetjacques.com/wwwlmkj/index.php


 
A Champéry, come a casa di amici
Eric ed Esther sono una coppia vera, anche se voi non siete loro “amici” in senso proprio. Vi faranno sentire a casa, in un luogo accogliente e di classe. Rilassatevi, si occuperanno di tutto.

. Christine Salvadé
Sabato 27 novembre 2004
Finalmente ha nevicato ! Ok, solo un pochino sul passo di Chavanette, ma è sufficiente per pensare all’inverno, ai nasi infreddoliti e alle merende che tirano su. Se tutto va bene, la stagione a Champéry comincia l’11 dicembre. Come in molte altre stazioni sciistiche delle Alpi, è già troppo tardi per prenotare uno chalet per Natale o per la settimana di febbraio...peccato, ma bisognava pensarci qualche mese fa.

Resta l’hotel. O allora...qualcos’altro...una cosa a metà tra casa propria e la camera d’albergo a quattro stelle. Lo Chalet de Champéry, una solida dimora con balconi fioriti nel centro del paesino di val d’Illiez, dal gennaio scorso mette in pratica un nuovo concetto di ospitalità : quello di un soggiorno “come a casa vostra”, ma senza il bucato, le pulizie da fare e i piatti da lavare. Ovvero, almeno in teoria, meglio che a casa vostra ! È la prima volta che un concetto di questo tipo viene portato avanti in Svizzera. Tutto è fatto per farvi sentire come se foste in visita da amici. Non c’è reception, basta suonare il campanello. Esther ed Eric sono la “coppia di ospiti” che accolgono i clienti. Clienti ? Qui diciamo “amici”, e dopo solo qualche ora già ci si scambia baci sulle guance. Al vostro arrivo, Esther ed Eric (una coppia per davvero !) vi danno il benvenuto offrendovi vin brulé e vi fanno visitare lo chalet invitantovi a fare come a casa vostra. La camere sono molto carine, rustiche e accoglienti come nei numeri di dicembre delle riviste di arredamento... Le chiavi non hanno numeri incisi sopra, ma nomi dall’aria di montagna. Ai piedi del letto non c’è la televisione e nemmeno il minibar. La zona notte si trova ai piani superiori, mentre al pianterreno, in salotto, il tempo libero scorre piacevolmente tra amici e giochi a carte, a backgammon o a Pictionnary, o nella sala Beaufortin dove si organizzano serata Karaoke o cinema (il concetto di questo luogo è francese come francese è anche la maggior parte della clientela). Niente barman : allo Chalet de Champéry, gli ospiti, anzi, gli amici, vanno dietro il bancone e si servono da soli quello che vogliono.

Nessuna preoccupazione, nel forfait (caro, questo è vero), è tutto compreso : skipass, istruttori, attività per quelli che non sciano (slitta, passeggiate con racchette da neve, bagni a Val d’Illiez o a Lavey-les-Bains), “tate” e animatori (detti “incantatori”) per i bambini, pensione completa (cucina molto curata, golosa e piena di gusto, fonduta e raclette su richiesta), vino durante i pasti, aperitivi, digestivi, caffè, tè, merenda al rientro dalle piste, fitness, bagno turco, solarium. L’unica cosa esclusa dal forfait è l’affitto del materiale da sci.

Per il pranzo mancava però un ristorante sulle piste. Un difetto a cui si è posto rimedio quest’anno : gli sciatori potranno finalmente pranzare all’alpeggio “Les Marmottes” a 1600 metri di altitudine (ex “Chez Hermann”). Vincent, il cuoco, ha spazzato la neve dal vialetto e si è sistemato nello chalet in questi giorni. Non appena apriranno le piste, Vincent si occuperà dei bambini servendogli un pranzo adatto alla loro fame e accompagnandoli nell’angolo a loro riservato per giocare o fare il riposino, mentre i genitori si concederanno una vera pausa riposante servendosi una zuppa al bar o mettendosi a tavola per degustare il delizioso menù.

Più accogliente di un hotel, meno spartano di un’affittacamere, lo Chalet de Champéry fa parte delle “maisons de Katy et Jacques”, un gruppo di case vacanza basato su un concetto sviluppato dal francese Jacques Horovitz, professore alla business school IMD ed esperto nella qualità del ricevimento clienti. Otto anni fa, Jacques Horovitz fondava Châteauform’ per le aziende che vogliono organizzare seminari in luoghi belli e accoglienti senza doversi occupare di dettagli pratici, e ha aperto una decina di castelli nella regione di Parigi come luoghi di riflessione e relax. Per tutti questi luoghi la parola d’ordine è convivialità : le strutture sono gestite da una coppia di ospiti, come Esther e Eric.Lo Chalet di Champéry, prima dimora Châteauform’ in montagna, ospita seminari tutto l’anno. È per soddisfare le richieste di molti partecipanti che il gruppo ha deciso di aprire alcuni di questi luoghi anche ai privati. “Les maisons de Katy et Jacques” (Jacques Horovitz e sua moglie Katy, che ha arredato e decorato le strutture) saranno presto tre : Bordeaux, Mas Sant Joan in Spagna, e Champéry, che per il momento è l’unica struttura aperta ai privati durante la stagione invernale.

Naturalmente bisogna amare le vacanze in gruppo. Ma per quanto si rispettino le distanze, lo Chalet de Champéry offre ciò che spesso manca altrove : l’accoglienza calorosa e un servizio competente. A Eric piace l’animazione di gruppi. A Esther piace ricevere e dice che non risente del fatto di non poter mescolare la sua famiglia (la coppia ha due figli) a quella degli ospiti. In quanto ad accoglienza degli ospiti, Edith ha avuto un buon professore. Jacques Horovitz le ha insegnato che bisogna dare senza aspettarsi niente in cambio. Un giorno le ha chiesto : “Cosa faresti se ti accorgessi che un cliente se ne sta andando con un accappatoio della maison nella valigia ?”. Esther ha risposto che gli avrebbe chiesto con discrezione di restituirlo. Il professore ha scosso la testa : “E invece no : lo lasci andar via senza dir nulla e poi gli spedisci per posta un altro accappatoio per sua moglie”.
http://www.lesmaisonsdekatyetjacques.com/wwwlmkj/index.php


 

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